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Vitamina D

La vitamina del sole

24/02/2016

La vitamina D  è nota anche come vitamina del sole perchè è grazie al sole che il nostro corpo, attraverso la pelle  è in grado di sintetizzarla e produrla. La scoperta di recettori per la vitamina D in numerosi organi e tessuti testimoniano l'esistenza di molteplici funzioni extraossee di questa vitamina, la cui carenza è correlata oltre che ai noti problemi ossei come osteoporosi, rachitismo e osteomalacia, anche a numerose altre malattie extrascheletriche: da quelle cardiovascolari a pneumopatie acute e croniche, patologie neurologiche come depressione ed alzheimer, neoplasie, malattie autoimmuni e tubercolosi polmonare.

La scoperta della vitamina D parte dal 1919, quando Huldschinsky, un pediatra tedesco notò che bambini affetti da rachitismo guarivano se esposti alla luce ultravioletta. Le varie forme di vitamina D sono dei proormoni ovvero sostanze precursori degli ormoni e insieme alle vitamine A, E e K fa parte delle cosiddette vitamine liposolubili ovvero solubili nei grassi. La fonte principale di vitamina D è proprio il sole: esponendosi in modo corretto al sole la nostra pelle produce infatti  circa il 90% del nostro fabbisogno, mentre invece non sono molti gli alimenti che contengono quantità notevoli di questa vitamina tra i principali ricordiamo l'olio di fegato di merluzzo, lo sgombro, l'aringa, il salmone e pochissimi altri.

La vitamina D esiste in 5 forme diverse: D1, D2, D3, D4, D5: le due più importanti sono la D2 (ergocalciferolo) e la D3 (colecalciferolo). La vitamina D3 è molto più attiva della vitamina D2 e vanno incontro alle stesse modificazioni metaboliche, prima a livello epatico e poi a livello renale necessarie per la trasformazione nella sua forma biologicamente attiva che prende il nome di calcitriolo.

Come gia detto la vitamina D ha recettori in numerosi distretti quali muscoli, occhi, cuore, polmoni, ossa, reni, intestino, e ancora oggi si stanno studiando le sue numerose funzioni nel nostro organismo.

Quello che sappiamo oggi con certezza è che la vitamina D agisce :

- a livello osseo stimolando la produzione di matrice ossea

- a livello intestinale aumentando l'assorbimento di calcio e fosforo

- a livello renale, diminuisce l'escrezione di calcio e fosfati

Numerose indagini epidemiologiche negli Usa e in Europa hanno documentato una diffusa carenza di vitamina D a tutte le età, particolarmente in età geriatrica; uno dei principali imputati è il drastico cambiamento dello stile di vita che l'intera popolazione ha subito nel corso degli anni, che ha portato ad una minor esposizione della pelle ai raggi solari e di conseguenza anche ad una minore produzione di vitamina D e relativa carenza. Pensiamo al nonno di un pò di anni fa che coltivava il suo pezzetto di terra , al nonno di oggi, che esce poco di casa o è costretto a stare in strutture dedicate alla cura della sua salute, o al bambino di una volta che giocava per strada all'aperto, rispetto al bambino di oggi che gioca in casa nel suo mondo virtuale, per non parlare degli adulti che un pò per il tipo di lavoro, un pò perche il restante tempo libero viene passato davanti alla tv, centri commerciali o in altri luoghi al chiuso, trascorrono le loro giornate quasi esclusivamente senza sole.

In sintesi il nostro percorso evolutivo ci ha fatto dimenticare l'unico amico che avevamo per produrre in modo del tutto naturale la vitamina D: il sole, un ottimo aiuto se preso nei giusti momenti e per un tempo determinato.

La vitamina D viene attivata attraverso due reazioni di idrossilazione prima nel fagato e poi a livello renale.
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